intrappolati

viviamo intrappolati, nei ricordi, negli errori, nei sentimenti.

non riusciamo ad essere quasi mai liberi.

crediamo forse di esserlo.

ma qualcosa ci trattiene.

viviamo in un mondo, in una società dove l’apparenza è tutto , si da poco valore alla sostanza.

ostentiamo tutti il pensiero positivo… ci crediamo.

ma poi alla fine siamo dipendenti da tutto ciò che è materiale.

dovremmo davvero imparare a respirare e a vivere.

malfunzionamento!

I sistemi funzionano male.

alla gente non interessa neppure farli funzionare.

ecco il problema dove sta.

nel menefreghismo di massa.

se decidi di fare un certo tipo di lavoro. devi farlo bene.

devi amarlo . devi rispettare principi e valori.

chi lavora a contatto con le persone, deve avere quella sensibilità in più.

chi lavora con le persone, dovrebbe ascoltare, dovrebbe capire.

l’empatia sta alla base.

un pensiero positivo…

sapete, dopo quasi 20 anni, sono tornata a studiare, e quello che ho intrapreso non è un percorso semplice, anzi spesso mi ritrovo a studiare, e a riflettere un pò su tutto ciò che ho deciso di fare….

mi presento….siete pronti?

sono Io! una donna di quasi 40 anni, che dopo una serie di vicissitudini, si ritrova a raccontarsi in questo piccolo spazio.

per scrivere la parola vicissitudini, ci ho impiegato 10 minuti, quindi vi lascio immaginare il soggetto!!

torniamo serie però!

allora sono arrivata a 40 anni, con 3 figli…ormai in età adolescenziale, quindi di male in peggio. Ovviamente separata, quello ormai va di moda. Bravi, coloro che riescono a durare 50/60 anni. Loro sono la storia!

io resto tra quelle che nella propria vita hanno fatto solo dei gran casini. Io li ho fatti davvero! Ma non mi pento, raccolgo i cocci e cerco di evitare altre rotture, che direi non è poco.

ho lottato, sono cambiata, ho modificato abitudini e anche ideali. Tutto ciò per essere una persona diversa.

due volte seguita dai servizi sociali…che poi è oggi ciò che voglio diventare… già sto studiando per diventare un’assistente sociale

studiare, lavorare, avere una famiglia, avere dei figli in età adolescenziale…comporta dei seri squilibri.

non è mica facile. nessuno ti regala niente.

non posso lamentarmi, sia chiaro! io credo di essere fortunata, sapete?

vi dico perchè…

quando ho deciso di mettermi nuovamente a studiare, non avevo capito bene a cosa sarei andata incontro.

nottate prima degli esami sveglia, agitata, ma con questi 3 demoni, che mi hanno aiutata. RESISTI! non mollare questo è il loro motto….

la strada è lunga. Ma con il tempo imparo, e spero un giorno di poter davvero aiutare quelle coppie che scoppiano.

soprattutto quando ci sono minori di mezzo. dove sfortunatamente vengono usati, per ottenere qualcosa.

non ci sono padri o madri perfette, ma solo dei genitori…che sbagliano incosapevolemente.

loro non sanno.

ecco quando riuscirò ad arrivare alla fine del mio percorso, vorrei essere solo un semplice aiuto per quelle coppie che pur per dimostrare che l’altro è una merda, farebbero carte false. dimenticandosi, che papà o mamma…. beh sono sempre importanti per i figli… indipendentemente da alcuni atteggimenti.

mai rinnegare.

se hai fatto figli con qualcuno è perchè lo amavi. ora non può essere la “merda” che dichiari!

la strada è lunga.

io non mollo!

io credo in me….e soprattutto i miei figli ci credono!

un pò di tempo, un pò di pensieri

ogni volta che inizio a scrivere, ho mille idee, che poi in un attimo vanno a sovrapporsi a mille pensieri.

un pò come i tossici…avete presente? vi domando…avete presente, quando provate a fare un discorso con un tossico, o un ex tossico? passa da un argomento all’altro…che se non sei capace a stargli dietro, ti viene l’ansia…o comunque non puoi comprendere la sua confusione.

ma torno al mio discorso inziale.

adesso ho un pò di tempo, adesso i miei pensieri sono molti.

diciamo che negli ultimi 6 mesi ho iniziato un nuovo percorso. Questo percorso mi trova ad incontrarmi con situazioni diverse da ciò che prima i miei occhi vedevano.

io non vedevo ciò che la vita può offrirti. La vita può darti pillole d’amore. Ma siamo troppo impegnati con le cose materiali, che perdiamo spesso il significato dei sentimenti.

i sentimenti quelli veri. che ad oggi pochi conoscono. perchè siamo tutti troppo impegnati.

ma se un giorno ti dicono che hai un cancro…che fai? rivaluti tutto!!

ecco che in quel momento la tua vita ti passa davanti, e tu, non sei più quell* di prima…

sei una persona diversa.

Ma non deve succedere il peggio per iniziare ad amare, per iniziare ad essere una persona diversa.

per iniziare ad avere rispetto verso il prossimo.

il vero problema è che pensiamo che il brutto succeda solo alle altre persone….

non è proprio cosi…malattia e morte non guardano in faccia nessuno.

non guardano chi sei, e magari nasce un figlio disabile, con il quale devi fare tutti i conti che non avevi fatto.

voglio tenere a mente, che il corpo e solo qualcosa che mi aiuta a vivere in questo momento…ma è la mia anima che devo coltivare.

anima e pensiero… ricordate

stati emotivi e mentali

è difficile, gestire chi si sente triste, incompreso, chi è apatico, chi soffre.

cerco di prendermi cura, perché é nella mia indole.

ma ci sono dei momenti, più che altro situazioni, in cui è davvero difficile, complicato, è davvero massacrante comprendere cosa l’altro provi, o stia provando.

quando è una persona a te cara a stare male, dentro te si sconvolge il sistema, non riesci a capire, non sai quale sia il motivo, e non conosci per niente la tecnica giusta per far star bene l’altro.

ci sono dei sentimenti di rancore, c’è del sentimento.

in te, riaffiorano errori, e ti senti colpevole, ma non è questo il momento di lavorare sui tuoi sensi di colpa, bensì devi lavorare sul dolore dell’altro.

la tua capacità deve essere di mettere te fuori dal centro dell’attenzione e comprendere che è proprio l’altro il centro del mondo.

io spesso, non ho capito, non ho compreso, difficilmente ho condiviso il dolore dell’anima, mi riferisco a quella sensazione di tristezza che sta nel profondo.

ho sempre cercato di reagire, parlando personalmente.

ma non siamo tutti uguali.

non affrontiamo il dolore tutti nella stessa maniera.

questo è il momento di ascoltare davvero e di non pensare a cosa avrei fatto io.

io ora sono io, ma devo comprendere che Lei ha bisogno davvero di me, di se stessa, di ritrovarsi… io sono qui solo per sostenerla…. per amarla.